Locali

Rifinito in pietra locale, il fabbricato ospita al suo interno un Antico Mulino del sec. XVIII Sulla sinistra, sono visibili parte dei dieci mosaici descrittivi del ciclo del grano (semina, raccolta, macinazione, panificazione, pastificazione) e dell’evoluzione dell’arte molitoria nel tempo (grano schiacciato a mano, piccolo mulinello per la macinazione manuale, mulino a pietra mosso dall’asino, mulino ad acqua, mulino a vento). I mosaici sono stati realizzati da artigiani locali con tasselli di marmo su base di granito. Peso finale di ogni mosaico Kg. 80.

Nonostante sia di modestissime dimensioni, se rapportato ai moderni molini industriali, il Mulino a palmento (meglio conosciuto col nome popolare di mulino ad acqua) eccelle per la naturalità della lavorazione che salvaguarda integralmente ogni minima proprietà del chicco di grano. Non a caso, l’Antico Mulino a pietra è sempre stato sinonimo di genuinità e bontà. Per secoli è stata la fonte primaria di sostentamento di ogni famiglia e non vi era vallata d’Italia che non avesse più e più mulini. Il Mugnaio di una volta era un’Arte nobile che si tramandava di padre in figlio, di generazione in generazione. Oggi, purtroppo, soppiantato dall’industria, è divenuto un mestiere artigianale “desaparisidos”, relegato quasi esclusivamente ai libri di storia.

E’ la parte sottostante le macine e che è delegata al loro movimento. La ruota, collegata con delle cinghie alla forza motrice, tramite un’asse verticale su cui poggia la macina superiore, facendola girare, permette lo schiacciamento del frumento e, di conseguenza, l’ottenimento della farina. In primo piano è visibile la piccola ruota di regolazione dell’interspazio tra le macine (regologranulometro).

E’ visibile in primo piano la tramoggia, un cono capovolto che ha la funzione di contenere il frumento in attesa di essere macinato. Una volta messo in moto il mulino, il perfetto meccanismo ideato e costruito ingegnosamente oltre cento anni fa da mani artigiane esperte, permette al grano di scivolare chicco dopo chicco tra una macina e l’altra (quella inferiore sta ferma mentre quella superiore gira). Il mugnaio regolando la rotella dell’afflusso frumento (quantigrano) e la ruota dell’interspazio tra le macine (regologranulometro) — operazione che nasce dall’esperienza pratica e che solo un orecchio esperto, ascoltando l’armonia dei suoni che contraddistinguono una buona macinazione, può eseguire — è in grado di ottenere il meglio del meglio: Risultato finale: una farina soffice dal colore caratteristico e dal profumo di frumento appena schiacciato, riconoscibilissima al tatto e ricca.., straordinariamente ricca di valori nutrizionali.

Sono pietre speciali - le migliori in pietra francese (molto più dure del granito) - a usura pressoché nulla (esistono macine di pietra perfettamente integre risalenti addirittura al 4000 a.C.). Queste macine hanno la proprietà, a differenza degli impianti molitori industriali, di non surriscaldare, durante il processo di macinazione, il chicco di grano. Ciò permette di ottenere farine ad altissimo contenuto di fibra purissima, vitamine, proteine e sali minerali, elementi indispensabili per l’organismo umano. E’ la vera e sana alimentazione naturale. Il tutto a beneficio della nostra e dell’altrui salute.

 
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(C) 2009 Antico Mulino a Pietra - Longi (ME)